martedì 27 gennaio 2015

Happy Birthday Ale

C'è una Signora nella Blogsfera che seguo e conosco da anni. Abbiamo una passione in comune (i libri), forse due la cucina ma lei ha sicuramente una marcia in più.
Si sta trasferendo dall'altra parte del mondo e con skype, whatsup, FB riusciremo a non perdene le tracce. Ha un blog molto bello che siamo sicuri riuscirà ad aggiornare più spesso.

Da lei ho imparato a fare i TAGLIOLINI AL LIMONE che avevo mangiato in giro e non ero mai riuscita a riprodurre. Semplicemente fantastici.

Oggi compie gli anni e non mi ricordo quanti sono perchè Ale è sempre un ex-ragazza!

Auguri cara.

giovedì 5 dicembre 2013

L'ora del paTE'

Sono emozionata. Nemmeno se l'avessi scritto io, sarei così commossa. Oggi esce IL LIBRO dell'MTC 
anzi il PRIMO libro dell'MTC - 


costo: 18,00 euro
casa editrice : Sagep- Genova - le illustrazioni sono della Roby (Roberta Sapino Le Chat Egoiste
fotografie di Sabrina de Polo


Sono 41 ricette di paté, 8 di burri composti, 33 fra pani e crackers, grissni,muffins, scones chips e tutto 
proviene da una sfida dell'MTC - l'MTC è un gioco bellissimo, una sfida virtuale tra foodblogger . Tutti i mesi con un argomento diverso e partecipano in media almeno 200 ricette -  

Compratelo, è bellissimo ma serve anche a qualcosa di più grande:


Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto "cuore di bimbo" Cuore di bimbi, della Fondazione“aiutare i bambini”, nata nel 2000, per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena, per dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona, nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui operano i volontari dell'associazione la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, Cuore di bimbi, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali. La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini. Da oggi, anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua 
http://www.aiutareibambini.it/
http://www.aiutareibambini.it/component/k2/item/310-sostieni-la-campagna-cuore-di-bimbi-

il libro è disponibile in tutte le librerie, su amazon.it e su ibs ma vi suggerirei di comprarlo direttamente dal sito dellla Onlus http://www.aiutareibambini.it/oradelpate , in modo da sostenere con maggiore efficacia questo progetto

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giovedì 6 giugno 2013

Gnocchi alla parigina.

Premessa e Apologia
Io ho una ottima manualità. Smonto e rimonto cose, aggiusto prese, spine, lampadari. Monto velocemente tutti i mobili Ikea, svernicio, sturo lavandini, ricamo a mezzo punto e cucio. Faccio tortellini e tagliatelle tirando a mano la sfoglia sottilissima. Inoltre sono una persona MOLTO organizzata.
                                                               
Antefatto
Era da circa un mesetto che volevo preparare questi stupendi gnocchi alla parigina, ma ho sempre lasciato perdere perché mancava l'occasione e non è proprio una ricetta dietetica e visto che ho speso soldi dal nutrizionista queste cose libidinose non dovrei nemmeno guardarle.
Lunedì per caso ho visto su alice TV una puntata di Accademia Montersino  spiegava come fare questi gnocchetti e mentre guardavo tranquilla la TV l'amato bene mi comunica che il giorno dopo sarebbe venuto a cena un suo amico. Decisione immediata LI FACCIO!!!


Fatto

Leggo due o tre volte la ricetta, controllo attentamene la lista degli ingredienti, vado a fare la spesa. Sarà una preparazione un po' lunga, ma io di tempo ne ho. Decido di fare l'impasto al mattino, gli gnocchetti primo pomeriggio, la mornay poco prima di infornare. Preparo scrupolosamente tutti gli ingredienti sul piano di lavoro e comincio.


Fattaccio

Mentre peso la farina mi si rompe il pacco e mi ritrovo con 2 etti della stessa, pure biologica, sparsi sul piano di lavoro, sul pavimento e sul cane, che quando cucino fa da assistente in attesa che cada qualcosa. Taccio e pulisco. Bolle la mistura di latte e burro, butto la farina setacciata e comincio a mescolare e la pasta mi si stacca dai bordi che è un amore. Sorrido. 


Faccio freddare la pasta in una terrina. Ho ancora l'epicondelite e il gomito destro mi duole, guardo l'impasto e il bimby e penso: se Ale usa il ken, Montersino fa vedere come si fa a mano, ma dice di usare la planetaria io baro ed uso il bimby. Rompo le uova in un boccale di pirex e comincio ad incorporarle. Mi pare un egregio lavoro. Spatolo un pochetto, ma non ho problemi. Sposto l'impasto in una terrina  e guardo il lavello.

Da lavare ho: bimby (boccale, lama, guarnizione, coperchio, misurino e spatola), casseruola bassa con coperchio, cucchiaio di legno, ciotoline usate per pesare farina, setaccio. Ho riciclato il boccale del latte mettendoci le uova. Uno di meno. Comincio ad impensierirmi ma ho la lavastoviglie. E' già ora di pranzo, preparo e lavo tutto a mano mentre cuoce il pranzo.


Dopo il caffè preparo tutto per formare gli gnocchetti. Vassoi con canovacci, terrina con acqua fredda e colino, pentola a bollire con acqua leggermente salata e sac a poche usa e getta che io odio, che non sono mai riuscita ad usare decentemente. Ne ho 3, ho sempre dato la colpa all'utensile e quindi variato forme. Ho almeno 10 bocchette- Mai usate. Forse ho usato un paio di volte quelle usa e getta per le lingue di gatto, ma mi vengon meglio con il cucchiaino. 

Forte della trasmissione del pomeriggio precedente e delle spiegazioni della Ale comincio a riempire la tasca messa in un vaso con i bordi rivoltati. Peccato che l'impasto sia appicicaticcio e non si stacca dalla spatola. Comincio a sbattere la spatola sul bordo del vaso che ovviamente si rompe. Butto il vaso e recupero il boccale di pyrex che se rompo anche quello vado a fare Hulk tanto son già verde di bile.
Riesco ad inserire metà impasto nella tasca, taglio il pezzettino di plastica iniziale e mi esce un serpente di pasta sul piano di lavoro, perché ho stretto troppo la tasca e non mi sono appoggiata. Pulisco.


L'acqua bolle e comincio a tagliuzzare l'impasto che esce e noto con orrore che ho tagliato anche piccoli pezzetti di plastica. Appoggio la tasca. Recupero gli gnocchetti con la schiumarola, li metto a raffreddare. Butto l'acqua plasticata e rimetto la pentola sul fuoco. Mentre bolle, astutamente, applico la bocchetta più grande che ho ad un'altra tasca, vi inserisco quella già piena e mi sento quasi un genio. Prendo un coltello e i primi 20 gnocchetti vengono benissimo. Li raccolgo, li raffreddo e li metto sui canovacci ad asciugare. Mi accorgo che l'impasto non è diminuito e penso che la cosa si farà lunga. 



Non riesco a tener bene in mano la tasca e mi appoggio al tegame. Dopo parecchi gnocchetti comincio a sentire odore di bruciato. La sacca di plastica appoggiata al tegame rovente si è sciolta ed è colato l'impasto sui fornelli. 

A questo punto comincio a imprecare e il cane prudentemente si allontana. Appoggio la tasca su una terrina, la svuoto, recupero la bocchetta, ne prendo un'altra, ci rinfilo l'impasto, pulisco sommariamente, cerco il sottopentola di silicone, lo appoggio sull'orlo del tegame e ricomincio.

Vado abbastanza spedita, ma 'sti gnocchetti non finiscono mai. Gli ultimi sono venuti quasi bene. Forse sono piccoli ma non avevo una bocchetta più grossa.

Questi gnocchetti sono una marea, ho riempito due teglie nere del forno. 
Faccio la mornay e riempio una teglia 25 x 30, 4 mono porzioni e me ne avanzano un quantitativo sufficiente per un'altra teglia. Metto in freezer le mono porzioni e gli gnocchetti non conditi. Rileggo la ricetta e mi accorgo che mi son dimenticata la panna.

Epilogo
Sono stati elogiatissimi, ma ho calcolato che faccio quasi prima a fare 1 kg di tortellini. Non ho fatto amicizia con la sac a poche, ma ho capito che non è colpa dell'utensile ma della manina a roncola che mi ritrovo.






lunedì 20 maggio 2013

#ti saluto


#tisaluto

In Italia l'insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.
In Italia l'insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all'umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.

A gennaio di quest'anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.

L'abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo. L'abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.

Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.
Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).
Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.

Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.
Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.
Questo post è pubblicato in contemporanea anche da altre blogger: Marina TerragniLoredana LipperiniLorella ZanardoGiovanna CosenzaSabrina AncarolaMammamsterdam,Zeroviolenzadonne.

E nella versione maschile da Lorenzo Gasparrini.


Se ti va, copincollalo anche tu!

mercoledì 6 febbraio 2013

Manuale di Nonna Papera

Me lo hanno regalato da piccola con la speranza diventassi una brava donnina. L'ho guardato con disprezzo e chiesto il Manuale delle Giovani Marmotte. Che non ho mai avuto.

Ho cominciato a cucinare quando me ne sono andata a studiare in Germania. Mangiare in casa costava meno e pur non sapendo cucinare e non avendo una lira, mangiavo sicuramente meglio che alla mensa universitaria.

L'ho trovato (per modo di dire) in rete e ve lo posto con affetto. QUI

lunedì 25 aprile 2011

Istruzioni per l'uso

Sono reduce da un battesimo, quasi un matrimonio.
Io non ho avuto figli, ci ho provato con dolorosissimi risultati. Vi do brevi istruzioni per trattare con chi come me fa parte dei rami secchi:

NON chiedere "Come mai non hai figli.?" Molto spesso NON è stata una scelta e vi potreste sentir rispondere nelle migliori delle ipotesi: "Ci ho provato con tutti ma non sono venuti" Questa è la battuta di Wilma, signora di 76 anni che sembra una baronessa russa, e io l'ho fatta mia. 

NON diteci, dopo l'ennesima marachella del pargolo "Beata te che non ne hai" potreste subire violenze inaspettate.

NON tediateci con le avventure del frutto dei potenti lombi del vostro partner se non esplicitamente richiesto.
Ma soprattutto dopo averlo fatto non chiudete il monologo con "Ma tu come puoi capire? Non ne hai.." 
Il non aver partorito non ci ha distrutto cellule cerebrali anzi...

NON cercate di insegnarci come si tiene in braccio un cucciolo umano di 4 mesi, abbiamo avuto nipoti, cugini fratelli e ci siamo fatte le ossa con loro o con gli incauti che ci hanno affidato i loro cuccioli per fargli da baby-sitter.

Scusate lo sfogo, ma ieri stavo per commettere un paio di omicidi e ho fondato l' ERODE FAN CLUB.
Dove sono ben accolte anche le mamme di bambini beneducati che a 5 anni non vengono a spalmarvi di torta celeste (immangiabile) il tailleur rosso in tussor di seta. 

Sono escluse ovviamente molte mie amiche e anche molte blogger che pur avendo figli sono in grado di aver altri argomenti.



domenica 6 marzo 2011

Abbuffet di compleanno

L'amato bene è nato il 3 marzo e ho organizzato un abbuffet di compleanno.
55 anni sono tanti e vanno festeggiati bene anche se il giovane ha detto che si trova ora "a metà del cammino di nostra vita".
Ho cercato di pianificare tutto e ci sono quasi riuscita ma è stato facile eravamo solo in 18...
Oggi (the day after) ho la casa che sembra devastata dalle cavallette, già quasi tutto pulito ed il frigorifero "mezzo vuoto". Ho deciso che oggi la prendo con mooolta calma e quindi sposto leggiadramente cose qui e là e domani finisco l'opera.

Questo il menù:

Sable di Felder
Mini Tatin al gorgonzola ed ai porri
Panini semi dolci ripieni di "rilette di aringa"
Aringa sott'olio
Affettati misti (mi ero stufata di riempire panini)
Bavaresi di foie gras

Quiche ai porri

Minestra di Fagioli Borlotti di nonna Fausta
Risotto ai carciofi

Trippa alla fiorentina
Cheescake al salmone rivisitata
Cavolini di Bruxelles gratinati

Torta al cioccolato detta Peccaminosa
Tarte al lemon curd
Crostata di Fragole (gentilmente offerta da Beatrice al suo paparino)

Come potrete notare parecchie ricette vengono da Menù Turistico, sono sempre buone facili da fare e soprattutto ho il telefono di una delle due belle signore...

Domani (forse) resconto completo. Non chiedetemi la ricetta della trippa perché l'ha fatta il festeggiato, ma se ne volete passate da qui, ne ho ancora circa un kilo e passa nel freezer.

domenica 20 febbraio 2011

Ferie di mezzo inverno

Domattina parto per l'Elba. L'amato bene va in Germania ed io vado sola, ma con il piccolo grande cane a Marciana. Senza turisti, solo con i miei amici isolani. 
Una settimana di aria.... Speriamo non nevichi.

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mercoledì 16 febbraio 2011

Una donna libera è il contrario di una donna leggera.

Mi è stato chiesto il resoconto della manifestazione.
A bocce ferme posso anche farlo, ma tenete presente che non sono molto obiettiva. 
Non sono andata alla manifestazione perché era contro il Presidente del Consiglio, (che visto il personaggio dovrebbe essere scritto minuscolo, ma purtroppo ho un senso dello Stato molto forte),  non lo sopporto ma mi sa che ci tocca per ancora un po' d'anni. Da noi si dice che gli accidenti ingrassano e ultimamente lo vedo un po' pienotto... Il PdC non è altro che la punta dell'iceberg di una popolazione umana volgare ed ignorante.

Ci sono andata perché era organizzata dalle donne e perché mi sono stufata di indignarmi e basta. 
Erano 30 anni che non andavo in piazza, l'ultima manifestazione che ho fatto è stata nel 1980 a Roma.
Il movimento delle donne presentò 300.000 firme raccolte per la legge contro la violenza sessuale che allora era ancora un reato contro la famiglia. Credo sia stata approvata poco tempo fa e la cosa continua a rattristarmi. 
A Firenze, dicono eravamo in 30.000. Ragazze, nonne, mamme con il passeggino, ragazzi e comunque tante donne. I resoconti li avete forse letti in rete, poco hanno fatto vedere in TV. 
In 30 anni è cambiato molto poco. Forse adesso le ragazze non vedono più una sistemazione nel matrimonio come ancora si usava allora, forse se hai avuto più di un fidanzato non passi proprio per zoccola e se frequenti Elettronica Industriale non sei l'unica donna in classe, ma nei rapporti di coppia e nel lavoro la diseguaglianza esiste ancora. La schiavitù della bellezza è sempre più forte e libri come "Dalla parte delle bambine" non li legge più nessuno. 
Il titolo del post è una frase della Simone de Beauvoir, l'ho fatta mia da ragazza e ho anche fatto parecchio fatica. Sono stata pesante anzi pesantissima. Non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello di cocottare con l'amministratore delegato anche se era belloccio e mi marcava stretto.
Il pensiero debole molto in auge ora, tra noi ragazze a cavallo degli anni 80 non usava assolutamente.
Per avere quello che abbiamo, abbiamo lottato, lavorato 3 volte più di un uomo e guadagnato la metà. Cercando comunque di aver il sorriso sulle labbra che quando arrivavo a casa avevo la muscolatura facciale intorpidita.
Ho scelto IO di non lavorare più,  di fare la "casalinga" anche se sulla Carta di identità avevo scritto "dirigente" Ho scelto con il mio uomo che mi rispetta e che non pretende anzi ringrazia. Per trovarlo ci ho messo 25 anni ma l'ho trovato e sono contenta. Non credo che tutti gli uomini siano cretini, credo però che siano come i parcheggi: ce ne sono pochissimi liberi e quelli che ci sono o sono troppo piccoli o per handicappati.

martedì 8 febbraio 2011

Se non ora quando?

FIRENZE – 13 febbraio, ore 14.00,  piazza dei Giudici (corteo che proseguirà fino a piazza della Repubblica) per le altre città vedere qui

venerdì 4 febbraio 2011

Grazie Antonella!





Non ho pubblicato più nulla per i più disparati motivi, in primis perché siamo a dieta e cucino pochissimo, il minimo indispensabile. Mi limito a sbavare davanti alle meraviglie pubblicate da chi ha un VERO food Blog. Il mio è solo una pallida imitazione. In secundis (? non ho fatto latino) perchè ne avevo poca voglia. Come diceva Nanni Moretti ho fatto cose e ho visto gente. Tra le persone che ho incontrato c'è stato un piccolo sole: Antonella


Antonella l'ho conosciuta 7 anni fa, era la morosa di un amico dell'amato bene. Lei ed io eravamo le estranee in un giro di amici che si conoscevano da 30 anni. Non so se avete mai provato quella sensazione strana di "non appertenza" ad un gruppo di amici. Le donne del gruppo purtroppo sono tremende. Ti squadrano, spettegolano alle tue spalle e ti fanno sempre capire che ora sei nel gruppo ma ci sei solo in virtù di "morosa di Tizio". Sembrano dire: "attenta che  sei provvisoria quindi limitati a fare la morosa e non permetterti di avere una personalità un po' più forte della nostra, noi restiamo tu no" - Antonella che comunque aveva una personalità molto forte, da artista,  e quindi non conformata al gruppo, non è rimasta anche perchè il suo moroso non era nemmeno degno di legarle le scarpe e ci siamo perse di vista. 


Un paio di settimane fa le ho chiesto se aveva un minuto per insegnarmi ad usare gli acquerelli che mi sono sempre piaciuti moltissimo ma che non mi sono mai azzardata non solo ad usare ma nemmeno a comprare. Lei ha fatto di più è arrivata a casa mia con colori, pennelli e mi ha insegnato come fa con i bambini a scuola: giocando. 
Trovarsi a 50 anni a giocare con i colori è stato bellissimo! 
Io che non so fare una O con un bicchiere che ho sempre pensato di aver la creatività di una formica ho dipinto! Ed ecco i risultati.


Grazie ancora cara!





















lunedì 27 dicembre 2010

Babbo mandaci una cartolina

Per favore prima di continuare a leggere il post cliccate sul video e fate partire la musica. Ho provato per due ore ad inserirla automaticamente ma non ci sono riuscita.

Il mio Babbo ha avuto il cattivo gusto di andarsene a fare un lunghissimo viaggio ed inoltre ha anche avuto il pessimo gusto di andarsene sotto le feste di Natale: è partito lunedì 27 dicembre 1999.
Io non c'ero, ero a Cuba con una mia amica ed ero arrivata il 26, ho ricevuto la telefonata e non sono riuscita a tornare per il funerale che hanno fatto il 31 dicembre. Ho passato 10 giorni bevendo mojito a litri. Da allora il Natale non è stato più Natale, non bevo più mojto ed ho iniziato il nuovo millennio piangendo. Poi mi sono detta che non mi sarebbe potuto capitare mai più nulla di così brutto, piango ancora ma meno.

Mio padre non era una persona facile: era un collerico capace di grandi sfuriate ma era anche molto intelligente e soprattutto aveva un grande senso dell'umorismo che mio fratello ed io abbiamo ereditato insieme all'amore per la lettura. Faceva battute micidiali, anche pesantissime. Siamo cresciuti con lui che ci prendeva in giro in continuazione e non siamo diventati permalosi.

 Mia madre dice che era molto bello e lei che non era bellissima ha iniziato ad uscirci nel 48 per far rabbia alle sue amiche che gli correvano dietro. Si sono sposati nel '53.
Io bellissimo non me lo ricordo proprio. Diceva sempre che lui era il più bello della Bolognina, quartiere dove abitavano entrambi. Mio fratello una volta chiese alla mamma se era vero che lui era il più bello, dopo aver ricevuto una risposta affermativa, ha detto: "Io l'ho conosciuto tardi".
Io me lo ricordo così:


 Mi ha insegnato l'amore per il cibo e per il vino. Spero non si sia accorto che ho sposato un astemio. 
Mi ha insegnato a nuotare ed a pescare anche se pescare non mi è mai piaciuto e mi annoiavo.
Con lui se ne è andato l'unico uomo che mi abbia amato gratis, solo perchè esistevo.


Spero abbia trovato un fiume dove pescare e un mare pulito dove raccogliere cozze. Ma spero abbia pazienza di aspettare ancora un po' per le lasagne della mamma.

sabato 25 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

Tortellini

Di ricette di Tortellini ne esistono tante, una è stata depositata alla Camera di Commercio di Bologna insieme a quella del ragù e del friggione. Ho scoperto solo da poco che quella della mia nonna paterna è quasi uguale a quella depositata. 
I tortellini infatti noi li mangiavamo solo dalla nonna. Nel lontano 54 la mia mamma, sposa novella, fece i tortellini per il babbo. Il babbo decretò che quelli della sua mamma erano meglio. La dolce sposina decretò che finchè campava la sua mamma lei non li avrebbe mai più fatti. La mia nonna è morta nel 97 a 93 anni.

Ho sempre passato le vacanze di Natale e Pasqua dai nonni e ricordo che la Vigilia  si facevano i tortellini per Natale e Santo Stefano. La nonna tirava la sfoglia ed il nonno e io chiudevamo i tortellini ed io riuscivo a mangiarne parecchi da crudi anche se il nonno non voleva perchè non si doveva mangiare il maiale crudo. Ricordo anche Vigilie nella casa in montagna degli zii (vicino a Monghidoro ma per noi è montagna). C'erano 10 camere da letto e a Natale eravamo almeno 25-30. Due donne impastavano, due tiravano la sfoglia, la zia Lina tagliava e metteva il "pieno" e tutti i bambini ed anche uomini a chiudere i tortellini. Mio padre era l'addetto al ripieno, lo preparava la mia mamma sotto sue direttive con la ricetta della nonna e il censore sorvegliava accuratamente il riempimento del tortellino. La zia Lina ne metteva sempre poco e lui inveiva dicendo che la guerra era finita da un pezzo e che i tortellini piccoli e poco pieni erano roba da poveretti e che lui si ricordava benissimo il Natale del 1944 con 12 tortellini a testa ed il brodo fatto con i passerotti  e gli storni presi da lui con la fionda.

Sono ormai 3 anni che passiamo il Natale a casa mia dai 12 ai 14 dipende dai fidanzati delle figlie e nipoti.
Il primo anno io ho fatto solo il brodo ed i tortellini li portava mia madre comprati da una tizia che li faceva in casa, il secondo anno ho fatto tutto da sola e invece quest'anno è arrivata la mamma a darmi mano.
Fare i tortellini da soli oltre a essere un lavoro da schiavi, mi mette veramente malinconia. L'anno scorso piangevo tirando la sfoglia. Oggi invece con mamma abbiamo fatto 12 uova di tortellini (poco più di 2 kg).

Oggi è anche la prima volta che mia madre mi ha dato una soddisfazione: mi ha detto che faccio bene la sfoglia. Stanotte nevicherà. 

                                                  






dosi per 4 uova di sfoglia

1 uovo
100 gr di Prosciutto di Parma stagionato almeno 24 mesi e magro.
100 gr di Mortadella SENZA pistacchi
100 gr di lonza di maiale (arista o lombo)
150 gr di Parmigiano Reggiano (stagionatura minima 30 mesi altrimenti sembra sapone)
noce moscata - sale e pepe

Tritare con il tritacarne a fori grossi per due volte prosciutto, mortadella e lonza. Aggiungere il parmigiano, parecchia noce moscata e pepe, aggiustare di sale secondo il gusto. Fate attenzione che in cottura il prosciutto tira fuori il sale ma i tortellini devo essere saporiti quindi fate voi.

Armarsi di santa pazienza e tirare la sfoglia che deve essere morbida altrimenti non si chiudono bene e sottile come quella della foto, si devono vedere le venature della spianatoia. Se non si vedono è troppo grossa. 
Tagliare la sfoglia a quadretti 3 x 3, appogiare il ripieno e velocemente chiudere. Se non si consumano subito al massimo il giorno dopo, metterli stesi in freezer. Per vedere come si chiudono cercate su youtube. C'è un video delle sorelli Simili, ma io faccio differentemente e non ho avuto il tempo di fotografare il processo: mi si seccava la sfoglia.


DEVONO essere cotti nel brodo possibilmente buono, sono cotti quando "vengono sù" come gli gnocchi. Nei ristoranti li cuociono nel brodo, ma li scolano e li servono con un brodo diverso, perchè il brodo diventa "fisso".

Io tiro la sfoglia e la avvolgo in carta da forno, con la pelliccola si attacca. L'anno scorso ho barato e ho tirato la sfoglia con la macchinetta, io ci metto il doppio del tempo e sento la differenza, ma mica tutti sono nati  a Bologna.
La ricetta depositata in CCIAA prevede la cottura breve del maiale con una foglia d'alloro. Secondo mia madre e mia nonna il "pieno" diventa duro e se lo dice la nonna deve essere vero.

Vi faccio gli auguri di un sereno e tranquillo Natale e un ottimo 2011! Noi partiamo lunedì per l'Isola d'Elba.

lunedì 20 dicembre 2010

Voglio un cane!

Questo post me lo ha suggerito ed è dedicato ad Alessandra.
Non ho mai avuto cani o gatti da bambina, quando chiedevamo alla mamma un animaletto ci veniva risposto che lei non ne sentiva il bisogno. Ne aveva già tre (babbut, figliut 1 e figliut 2). Appena ho avuto una casa decente ho preso un gatto. Rigorosamente siamese.
Di solito gli amanti degli animali si dividono in due categorie: pro-cani e pro-gatti. Io faccio parte degli amanti dei gatti. Quando il capostipite dei gatti Morelli è scappato inseguendo una siamesina tutto pepe ne ho preso un altro e per non farlo sentire solo ho preso anche una gattina meticcia siamese. (two gatt is meglio che one).
I gatti sono ottimi compagni, si fanno gli affari loro, sono affettuosi e morbidi. Puoi lasciarli da soli per un fine settimana, trovi sempre un vicino che, in caso di assenza prolungata, venga a dargli da mangiare. Non puzzano e soprattutto se sono due si fanno compagnia da soli.
 Mafalda e Pirein (Pierino) dormivano con me, al mattino mi alzavo con due cosette pelose che mi seguivano e facevano colazione insieme a me e facevano le fusa non appena li toccavi. Si sono trasferiti a Firenze con me ed il marito nr. 1 era geloso perchè a me facevano le feste ed a lui no. Quando se ne è andato mi hanno aiutato a non sentirmi troppo sola. 
Poi ho conosciuto quello che sarebbe diventato il marito nr. 2 - Quando ha saputo che avevo due micetti mi ha subito chiesto l'età dei felini. Un po' perplessa ho risposto che avevano 17 anni. L'ho visto sollevato e mi ha confessato anni dopo che ha sperato non campassero ancora molto in quanto non sopportava i gatti. 
Siamo andati a vivere insieme ed il gatto Piero, detto anche lo Sfigatto, ci ha lasciato dopo 3 anni. Quando è morto, ho telefonato al mio amico veterinario di Bologna dicendogli che il gattino di 40 giorni, che lui non pensava potesse sopravvivere. era campato quasi vent'anni. In effetti povero gatto le aveva avute tutte, dalla Alopecia alla Zoppia ed ha coperto tutte le malattie che potrebbe avere un micio. Gli ho fatto anche le inalazioni e quando si è rotto una zampa è stato operato e ha avuto il fissatore esterno. "gatto con maniglia".

Quando Spiros mi ha detto voglio un cane, non ho potuto dire di no. Mafalda era vecchietta ed era rimasta sola. Forse un cucciolo avrebbe fatto bene sia al marito che alla gatta. L'unica condizione che ho posto è stata: piccolo e a pelo corto ed io me ne devo occupare il meno possible. 
E' arrivato Beppe, Jack Russel Terrier, un piccolo grande cane.
Mafalda se ne è andata alla veneranda età di 24 anni e rotti ed ha dovuto convivere con il cane per gli ultimi 4. Lei semplicemente lo ignorava. E quando Beppe diventava molesto per la voglia di giocare saltava sul tavolo e lo guardava dall'alto in basso.
Appena ho visto il cagnetto, ho capito che forse averlo chiesto piccolo era stato un errore. I Jackini sono cani concentrati. Hanno l'energia e la forza di un cane di 40 chili ed inoltre non hanno paura di nulla. Sono stati selezionati per la caccia in tana, volpi e tassi che sono più grossi di loro. Me lo portavo al lavoro e veniva accudito dal magazziniere che lo usava per capire quando arrivava qualcuno. Cominciava ad abbaiare quando c'era gente nel raggio di 60 metri dalla porta.

Purtroppo non ha scelto me come capo branco. Il cane alfa è il marito,  io sono una delle femmine del capo branco o meglio la Badante. E' un cane affettuosissimo ma a me non ubbidisce assolutamente. Ho finalmente capito quella grande verità condensata in una piccola frase:  "I gatti vivono CON te, i cani PER te"
Al mattino comincia a saltellare felicissimo di aver compagnia e mi devo vestire in fretta per portarlo a spasso quando io invece me ne starei a leggere prendendo il caffè. Tutta questa energia mi mette un po' d'ansia.

Beppe ha una falsa percezione del sé,  crede di essere un Rottweiler e abbaia ed attacca tutti i cani maschi che passano e vi assicuro che al mattino ce ne sono parecchi in strada. Mi ama alla follia, in casa mi segue ovunque è la mia ombra ma quando siamo fuori protegge la proprietà del capo branco.
Le nostre ferie sono condizionate dal cane. Chi lo tiene? In pensione nemmeno a parlarne. Deve essere portato fuori almeno 4 volte al giorno. Lui poveretto resisterebbe anche a solo 2 volte ma mi sembra crudele avere un cane e maltrattarlo. Il marito lo porta fuori solo alla notte. Venerdì scorso alle 23.30 avevamo 30 cm di neve e -4 ma si è dovuto vestire ed uscire.  Quindi cara Alessandra visto che non hai una vita poi così tranquilla pensaci bene prima di prendere un cane, perchè toccherebbe sicuramente a te.